La testimonianza di Antiniska

Ciao a tutte, future mamme!

Mi chiamo Ayda Rosa, sono nata il 31/08/18 a Pietra Ligure, 2,780 kg x 48 cm d’amore; ma facciamo un passo indietro: voglio raccontarvi di Giorgia e di un corso di yoga davvero speciale che la mia mamma ha seguito mentre mi aspettava e di come l’abbia aiutata a vivere la migliore esperienza della sua vita – non storcete il naso, non ho nemmeno un mese ora, i ricordi sono freschissimi, quindi vi racconterò tutto per filo e per segno e non vale la scusa che “ormai il dolore l’hai dimenticato” 

Dunque, lo scorso 8 giugno, mentre io me ne stavo bella bella nella pancia ancora girata trasversalmente, la mia mamma è andata per la prima volta a praticare yoga insieme ad altre future mamme; a guidarle in questo percorso meraviglioso c’è stata Giorgia, anche lei è una mamma, giovane e bellissima, preparata appositamente per far praticare queste panzone!

La mia mamma non si è mai iscritta al corso preparto,
e tutto ciò che sapeva quando sono nata, l’aveva imparato al corso di yoga.

Io ascoltavo ogni parola, ogni settimana per un’oretta; una stanza profumata e fresca, una musica rilassante di sottofondo, e quello era uno spazio solo per la mamma e per me. Mentre io mi riposavo, lei imparava a conoscersi meglio e a percepire parti del corpo importanti. Giorgia non solo l’ha aiutata a distendere i muscoli, riposare la schiena, sgonfiare le caviglie che durante l’estate e con me nella pancia erano un po’ gonfie; le ha anche fornito nozioni preziose su quello che sarebbe successo a breve e consigli rassicuranti. La mia parte preferita era la parte finale della pratica, quando la mamma si sdraiava su un fianco e guidata dalla dolce voce di Giorgia si metteva in connessione con me, mi ascoltava, e mi dedicava pensieri felici.

La mia mamma non ha mai avuto paura o ansia del parto, solo tanta curiosità! Al corso però ha imparato come rilassarsi, a respirare nel modo giusto, ad usare pensieri positivi per vivere bene ciò che per molte mamme è qualcosa di doloroso.

Ora vi spiego com’è andata.

Il 31 agosto verso l’una di notte allo scadere preciso delle 40 settimane di gestazione la mamma ha sentito un dolorino alla pancia, come una fitta, simile a quando voi mamme avete il ciclo; ecco la mia mamma si è svegliata ed è andata in bagno e sono passate velocemente due ore, che altro non erano che l’inizio del travaglio e della dilatazione. Mamma però non se n’era accorta, respirava come le ha insegnato Giorgia, lasciando andare, e così all’apice della fitta non urlava nemmeno, e papà dormiva tranquillo a letto. Vi svelo un segreto imbarazzante: la mamma non ha svegliato papà perché pensava di avere una colica e di aver preso freddo alla pancia, e così si spiegava il continuo bisogno di andare al bagno! Insomma che dopo due ore non aveva più voglia di andare in bagno e le fitte continuavano, anche dopo una doccia calda.

Così ha svegliato papà e alle 4 erano all’ospedale. La faccia della mamma quando il dottore le ha detto che era dilatata di 8 cm e che di lì a poco sarei nata è stata impagabile!

Mamma ha scelto di farmi nascere in vasca, così mentre la riempivano è andata in sala parto con papà e si è messa in una delle posizioni che aveva imparato a yoga per rallentare le contrazioni vocalizzando per aiutarsi, non voleva farmi nascere lì! Alle 4.40 è entrata nella vasca piena solo per metà ed è stata pura magia: silenzio, la voce di papà che le sussurrava parole dolci, e lei che ad occhi chiusi si riposava e quando ne sentiva il bisogno mi aiutava a farmi strada spingendo dopo un bel respiro. Nessun urlo, nessuna parolaccia, nessun isterismo. Alle 5:12 dopo qualche spinta ero sul petto della mamma e guardavo lei e papà per la prima volta.

Ho sentito le ostetriche fare i complimenti alla mamma per come si è comportata, per la sua pacatezza, per aver mantenuto il controllo della situazione ed aver fatto tutto da sola.

Questo l’ha imparato a yoga: a sentire il proprio corpo, a pensare che le contrazioni altro non erano che un altro passo verso il mio arrivo, e che bisogna respirare profondamente e… LASCIARE ANDARE!

E così sono arrivata io, la cosa più bella che sia capitata alla mamma, con un’esperienza che rifarebbe domani!

Antiniska, settembre 2018